Il libro degli esseri immaginari ( People of the night. Tumblr’s readers?)

Pubblicato nel 1957, a Città del Messico, il ‘Manual de zoología fantástica’ (compilato insieme a Margarita Guerrero) fu ripreso dieci anni più tardi, a Buenos Aires, col titolo ‘El libro de los seres imaginarios’ e l’aggiunta di 34 capitoletti. Venne edito per la prima volta in Italia nel 1962 presso Einaudi col titolo ‘Manuale di zoologia fantastica’, e fu più volte ristampato nel corso degli anni tale e quale, ma essendo basato sulla prima edizione messicana e mai aggiornato ometteva le 34 nuove voci aggiunte da Borges nel 1967 (pubblicate a parte dalle edizioni Theoria nel 1984 col titolo fuorviante ‘Il libro degli esseri immaginari’). L’unica traduzione italiana veramente integrale e definitiva, ‘Il libro degli esseri immaginari’, è uscita nel 2006 per Adelphi.
Le varie edizioni di questo libro di Borges omettono sistematicamente qualsiasi illustrazione riguardante gli esseri leggendari e mitologici descritti, privilegiando naturalmente il testo del grande poeta argentino. In questo video mostro le immagini a mio avviso più interessanti riguardanti questi esseri immaginari. Alcuni di essi li ho dovuti a malincuore tralasciare; non esistono infatti, per quanto ne so, rappresentazioni grafiche degli animali metafisici di Condillac e Lotze o degli esseri termici di Steiner, per fare solo due esempi. Per il resto, mi sono basato sul mio gusto, vagliando pazientemente un repertorio di immagini che sembrava non finire mai.

Musica di Brian Eno, ‘Variations on the Canon in D Major by Johann Pachelbel, 1-“Fullness of Wind”

Jorge Luis Borges wrote and edited the Book of Imaginary Beings in 1957 as the original Spanish Manual de zoología fantástica, or Handbook of Fantastic Zoology, expanding it in 1967 and 1969 to the final El libro de los seres imaginarios. The English edition, created in collaboration with translator Norman Thomas di Giovanni, contains descriptions of 120 mythical beasts from folklore and literature.
In the preface, Borges states that the book is to be read “as with all miscellanies…not…straight through…. Rather we would like the reader to dip into the pages at random, just as one plays with the shifting patterns of a kaleidoscope”; and that “legends of men taking the shapes of animals” have been omitted.

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